“Avril Lavigne è morta 14 anni fa ed è stata sostituita da una sosia: ecco le prove”

Erano i primi anni duemila e un’adolescente scalava le classifiche di musica pop e rock: Avril Lavigne. Da allora, e dopo qualche singolo di successo, si è parlato sempre meno della cantante di “Complicated”. Qualche giorno fa è uscita una notizia secondo cui l’interprete canadese sarebbe morta 14 anni fa, una presunta “bufala” ripescata dal passato.

2443407_1234_avril_lavigne

Per gli amanti del complotto, nel 2003 sarebbe stata rinvenuta morta in casa mentre lavorava al suo secondo disco. In quell’anno la casa discografica non avrebbe voluto rendere noto quanto accaduto scegliendo di sostituirla prontamente con una ragazza che le somiglia molto. Le ipotesi riguardanti una presunta morte dell’artista hanno cominciato a diffondersi nel 2002 per poi riemergere dalla rete recentemente.
Nei primi anni duemila su una fanpage brasiliana qualcuno scrisse che Avril, non riuscendo a sostenere il “peso” della fama, avrebbe ingaggiato come suo alter-ego Melissa Vandella; ma si trattava di una “bufala”. Secondo la nuova teoria cospirativa, la sosia ha i nei della pelle differenti da quelli della cantante e avrebbe diffuso dettagli sulla morte di Avril mediante brani, outfit, booklets e materiale promozionale.

George Michael, boom di vendite dopo la sua morte

Come spesso accadde quando un artista muore, le vendite dei dischi subito dopo la scomparsa subiscono una impennata. E’ successo anche per George Michael. La rivendita degli album e dei singoli è cresciuta del 2.678% in dieci giorni. La settimana precedente alla morte dell’ex frontman dei Wham!, scomparso il 25 dicembre, le vendite si erano attestate a 17mila copie complessive, in quella dopo solo salite a 477mila.

c_2_fotogallery_2122085_20_image-1

Per la precisione, gli album hanno venduto 48 mila copie, mentre i singoli 429mila. E questi numeri non comprendono solamente la carriera solista di George Michael, ma anche le sue pubblicazioni con i Wham!. Oltre all’incremento delle vendite, sono tornati nella classifica dei dischi più popolari negli Stati Uniti, la Billboard 200, album come “Make it big” dei Wham!, la raccolta del 2008 “Twenty five” e l’album di debutto solista “Faith”.
Nella classifica dei singoli hanno fatto il loro ritorno pezzi come “Careless whisper” (con ben 53 mila copie scaricate legalmente) e “Last Christmas”. “Last Christmas” è andata piuttosto bene nello streaming: nella settimana di riferimento è stata riprodotta qualcosa come 8,2 milioni di volte, seguita da “Careless whisper” (7,7 milioni di riproduzioni). In totale, nello streaming, la musica di George Michael e dei Wham! ha totalizzato 50,7 milioni di riproduzioni, un incremento del 553% rispetto ai 7,8 milioni della settimana precedente.

Arisa si sfoga su Facebook: “Non mi farete fare la fine di Mimì”

Amaro e drammatico sfogo di Arisa su Facebook. La cantante di “Controvento”, due volte vincitrice del Festival di Sanremo, affida al social un lungo post di lamentela per essere stata esclusa da grossi eventi musicali come il WInd Music Awards o il Radio Italia Live: “Certo è che come Mimì non mi ci fanno finire”, scrive anche l’artista.
La sua amarezza la porta infatti a ricordare la tragedia di Mia Martini, discriminata nel mondo della musica a causa dell’incomprensibile convinzione che “portasse sfortuna”.

arisa-cenerentola_980x571

Allo stesso modo sembra sentirsi anche Arisa, ingiustamente esclusa e discriminata: “Mi sarebbe piaciuto essere ai Wind music awards ma non sono platino.. Poi sicuramente ci sarà anche qualcun altro non platino per cui si sarà fatta un’eccezione.. Menzioni speciali e targhe ad onorem, ma non per me.. C’è chi bissa addirittura. Anche al concertone di radio Italia mi sarebbe piaciuto esserci, ma…”.
La cantante, 33 anni, nata a Genova ma vissuta in provincia di Potenza, riflette sulle ingiustizie di un sistema che premia solo gli artisti che sanno far parlare di se’ dai media: “Perché.. Come a scuola, ci sono quelli fighi e quelli no. E perché le regole cambiano sempre al momento sbagliato, solo per alcuni”.
E forse nel suo lungo sfogo c’è anche un riferimento a qualche collega: “biondina vestita in pelle umana”. Emma Marrone?
Rosalba Pippa (il suo vero nome) si chiede persino se non sia il caso di smettere di fare musica per dedicarsi a qualcosa d’altro : “…andare ad aiutarli davvero i bambini di Haiti, con la zappa in mano”, vista il suo recente viaggio proprio ad Haiti con un’associazione a sostegno dei bambini).
Tuttavia non si perde del tutto d’animo la grintosa cantante e chiosa dicendosi molto orgogliosa di ciò che fa e dei suoi dischi: “Per ora combatto e sto al passo. Andrà sempre meglio. Ci credo.”

Ligabue a ‘Che tempo che fa’: “Solo grazie ai fan ho potuto suonare dopo la morte di mio figlio”

Luciano Ligabue si è messo a nudo a “Che tempo che fa” durante l’intervista con Fabio Fazio. Il cantante ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Einaudi, ‘Scusate il disordine’.
Durante l’intervista ha spaziato su diversi argomenti, toccandone alcuni anche molto delicati.

ligabue_chetempochefa

Ligabue ha raccontato della morte del figlio, che tra l’altro è il racconto che conclude il libro. «Trovarsi dopo la nascita di un figlio che muore e il giorno dopo c’è il primo concerto voce e chitarra, è la condizione più nuda. Però al di là del fatto che è il racconto del concetto di ‘the show must go on’, io l’esperienza l’ho vissuta veramente e so che significa e so anche il beneficio che ne ho ricavato. Ero a pezzi, non ero in grado e mi sono poggiato su di loro: è crudele che quando uno deve vivere un momento suo sia costretto ad allietare altri animi, ma è anche vero che riesci a beneficiare del contatto». Un momento molto toccante della trasmissione, alternato anche a dei racconti più leggeri e curiosi presenti sempre nel libro.
Uno di questi è la nascita di uno dei suoi pezzi più celebri “Urlando contro il cielo”. «Urlando contro il cielo finì in una posizione sfigatissima, ma da quando abbiamo cominciato a suonarla dal vivo divenne un simbolo. Non era un singolo, ma vista la reazione ne facemmo un video live e dalla prima volta che l’abbiamo fatta è diventato il coro prima che cominci qualsiasi concerto».
L’intervista si è conclusa parlando del nuovo disco in programma e Ligabue ha già annunciato che si tratterà di un concept album.

Prince è morto: il folletto di Minneapolis trovato in ascensore. Aveva 57 anni

Prince è morto. Il corpo senza vita del cantante è stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove registrava le sue canzoni. Lo ha detto la polizia che per ora non ha dettagli sulle cause della morte. La polizia avrebbe ricevuto una chiamata alle 9.43 ore locali.
Aveva 57 anni. Era stato ricoverato qualche giorno fa d’urgenza, e il suo agente aveva parlato solo di «una banale influenza».

1685179_prince4

La star aveva comunque dovuto cancellare due suoi concerti. Lo stesso agente ne ha poi confermato la morte.
Era da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale. Era nato il 7 giugno 1958 a Minneapolis. Dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze. Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis).
Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l’attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblicò The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell’uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si è mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarità dell’opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993. Irrequieto e intransigente, Prince nel corso della sua carriera ha sempre navigato tra trionfi (Purple Rai, album e film), flop (Graffiti Bridge, suo secondo film), contratti milionari (famoso quello da 100 milioni di dollari con la Warner Bros nel 1992) e vari cambiamenti di nome (Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol) per protesta contro le imposizioni delle major del disco. Per un certo periodo si è pure fatto ritrarre con la provocatoria scritta “slave” (schiavo) disegnata sulla guancia. Ma una cosa è certa: non ha mai voluto sottrarsi alla ‘schiavitu« del sesso, che per un paio di decenni ha esplicitamente declinato in tutte le sue forme. Come non ricordare pezzi nati alla fine degli anni Ottanta come Insatiable e Scandalous, oppure Cream, che solo nel 2004, durante il Musicology Tour, ha rivelato di aver scritto mentre si guardava allo specchio, suscitando in alcuni il sospetto di essere gay.
Difficile crederci, vista la lunga lista di donne, belle e famose, da lui concupite: da Vanity e Apollonia (sua musa ai gloriosi tempi di Purple Rain) a Kim Basinger, conosciuta ai tempi della colonna sonora di Batman. I due sfiorarono le nozze ma i tradimenti di lui fecero naufragare il progetto. E poi Sheena Easton e Mayte Garcia, da cui nel ’96 ha avuto un figlio, morto pochi giorni dopo la nascita. Particolare inquietante: Prince ha usato una registrazione del battito del cuore del piccolo nel brano Sex in the Summer. La seconda moglie di sua Maestà Prince è stata l’italo canadese Manuela Testotini. Hanno divorziato due anni fa. Ma, a parte le donne, quello che gli interessa davvero è la musica: secondo la leggenda His Purple Majesty ha nel cassetto un immenso archivio di canzoni mai pubblicate. Produce, compone, arrangia ed esegue quasi tutte le canzoni dei suoi cd, suonando tutti gli strumenti. Ed è nota la sua mania di esibirsi a sorpresa nei club dopo i concerti ‘ufficialì in estenuanti jam session improvvisate. È stato uno dei primi a vendere la sua musica online, fino a decidere, però, a luglio del 2015, di togliere tutte le sue canzoni da piattaforme popolari come Spotify e Apple Music, restando solo su Tidal, lanciata dal musicista e produttore Jay Z. Tra le sue ultime fatiche, nel 2014 il doppio album “Art Official Age” e “PlectrumElectrum”, l’anno scorso “HITnRUN”.

Francesco De Gregori canta Bob Dylan: “E’ il punto nobile della carriera, dopo chissà”

Francesco De Gregori canta Bob Dylan nella prima tappa dell'”Amore e Furto tour 2016″, inaugurato sabato 5 marzo all’Atlantico di Roma. Sala strapiena per il cantautore, che ha proposto 25 brani, 8 tratti dall’ultimo album uscito a ottobre, il resto pescate tra le decine di capolavori del suo repertorio. “Questo disco e questo tour, sono un punto nobile della mia carriera – dice – Non so cosa possa venire dopo,ma ora non ci voglio pensare”.

C_4_foto_1462398_image

La prima parte dello show è tutta dedicata all’ultimo lavoro, “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”, del quale propone otto pezzi (mancano solo “Una serie di sogni”, “Tweedle Dum & Tweedle Dee” e “Dignità”). “Volevo che il repertorio dylaniano fosse in una capsula, un isolamento nobile”, dice De Gregori spiegando la divisione netta tra il live dell’ultimo disco e tutto il resto.

“Ho cominciato a cantare le canzoni di Dylan da ragazzino in cameretta… ora poterlo fare su un palco da professionista, con una band è il sogno di una vita”, afferma, augurandosi che “parte del pubblico, venuto per me, scoprisse Dylan” perché “come molti mostri sacri, non è veramente conosciuto”.

Dopo una pausa, via alla seconda parte con canzoni del repertorio del cantautore, classici come “Generale” e “La donna cannone”, ma anche brani raramente eseguiti dal vivo (come “A Pà”, “Adelante, Adelante!”, “Pablo” e altre). “Mi piaceva includere pezzi che faccio raramente, salvaguardando i classici, che il pubblico aspetta e che amo fare. Mi diverto sempre con canzoni come La donna cannone o Generale. Ma volevo fare anche qualche piccola sorpresa”, confessa De Gregori, che cambierà la scaletta dei suoi pezzi in ogni concerto.

“Mi piace l’atmosfera dei club, mi piace che la gente possa viversi la musica in libertà”, dice l’artista spiegando la scelta di portare il tour in club e teatri di tutta Italia, per un totale di 20 concerti già programmati fino alla metà di aprile, quando si prenderà una pausa per poi ripartire in estate.