Milan, il Besiktas blocca Sosa: “Ci sta prendendo in giro, non lo cediamo”

Dopo la lettera pubblicata da José Sosa qualche giorno fa, nella quale manifestava il proprio desiderio di lasciare il Besiktas e la Turchia per paura degli attacchi terroristici, arriva la dura risposta del presidente del club turco, Fikret Orman: “Quello del terrorismo è solo un pretesto. La verità è che vuole andare al Milan, ma trattare con un giocatore sotto contratto senza il nostro consenso è un crimine e noi non vogliamo cederlo”.

Brescia Calcio v SSC Napoli - Serie A

Due giorni fa il Principito era uscito allo scoperto: “Ho chiesto al Besiktas di partire. L’ho fatto a causa di problemi personali con la mia famiglia. Mia moglie ha paura di vivere ad Istanbul, in Turchia, e anch’io ho paura per le mie bambine”.
La replica del presidente dei turchi, Fikret Orman, è arrivata oggi e non è tenera: “E’ solo un pretesto, credo che stia prendendo in giro la nostra intelligenza. I terroristi si sono fatti esplodere anche a Parigi, a Donetsk c’è la guerra e non dimentichiamoci che questo è il mondo dell’11 settembre. La verità è che Sosa vuole andare al Milan, ma trattare con un giocatore sotto contratto senza il nostro consenso è sia moralmente che soprattutto legalmente un crimine e noi non vogliamo cederlo”.

Balotelli e la rissa in discoteca: ​amputate tre dita a un 33enne, il fratello nega

Nuova disavventura per Mario Balotelli, rimasto coinvolto in una rissa avvenuta all’alba di sabato all’esterno di un locale di Lonato del Garda, nel Bresciano.
Lo riferisce il quotidiano locale Bresciaoggi. Nella rissa un 33enne ha perso tre dita di una mano nel tentativo di sfuggire, aggrappandosi all’obliteratrice del pullman sul quale era arrivato al locale con altri amici.

Mario Balotelli a Brescia in attesa delle visite mediche di domani

Il litigio sarebbe nato per alcuni commenti all’indirizzo dell’ex attaccante del Milan che era in compagnia del fratello Enoch.

IL FRATELLO: “NON È SUCCESSO NULLA”. «Non è successo nulla e non c’è nulla da dire». Sono state le uniche parole riferite all’ANSA da Enoch Baruawh, fratello di Mario Balotelli. I due erano insieme sabato all’alba quando è scoppiata una rissa che ha coinvolto una cinquantina di persone fuori da un locale nel Bresciano. Ancora da capire il ruolo avuto da Balotelli e dal fratello. Di certo c’è che un 33enne coinvolto ha riportato la parziale amputazione di tre dita.

Ilaria D’Amico, doccia fredda a Gigi Buffon: “Fascista e immaturo, poi è arrivato l’amore”

“Subivo lo stereotipo del calciatore. Un po’ per preconcetto, un po’ perché a volte i calciatori ci mettono del loro”. Poi è stato amore, ma l’opinione di Ilaria D’Amico sul compagno Gigi Buffon non è era delle migliori: “Gigi per me – ha raccontato a “Vanity Fair” – era una commistione indefinita tra il campione di cui conoscevo le gesta e l’immaturo, se non il fascista che una volta, a Parma, aveva indossato una maglietta con la scritta ‘Boia chi molla’.

1741357_C_2_fotogallery_3001638_20_image

Con certi eroi nazionalpopolari capita sempre così. La caz…ta che fai da ragazzo nel tempo assume una dimensione che, soprattutto se sei riservato e non ti racconti, tende a farti rimanere sempre uguale nel corso degli anni”.
Poi è arrivato il colpo di fulmine: “Prima di quella sera ci eravamo spediti tre sms in 15 anni. Una volta lo avevo ringraziato per essere venuto a dire la sua verità sul famoso gol-non gol di Muntari che aveva negato un probabile scudetto al Milan. Gli chiesi se avesse visto la palla dentro e lui rispose che no, ma che se anche l’avesse vista non sarebbe andato dall’arbitro a dargli una mano. Un putiferio, tutti maestrini: ‘Il capitano della Nazionale non può mentire’. Io, invece, gli scrissi: ‘L’ipocrisia dominante mi fa orrore’, finì lì. La clandestinità della storia è durata pochissimo, neanche tre mesi. Entrambi vivevamo una profonda crisi. Ci siamo incontrati in un momento emotivo simile e ci siamo trovati”.

Gigi Buffon per il sì al referendum: “Renzi mi piace, le sue riforme sono coraggiose”

«Io un uomo di destra? Credo in valori come la lealtà, l’altruismo, il coraggio, il merito, la giustizia e il patriottismo. Ma non mi considero di destra. E quei due casi, avvenuti a inizio carriera, sono stati semplici gaffe: non sapevo nulla della loro valenza politica».
Gianluigi Buffon, oggi, ha 38 anni e ancora tanta voglia di giocare e vincere. Alla sua età, è ancora tra i primi portieri al mondo e sogna nuovi trofei con la Juventus e con la nazionale.

buffon-renzi_1064344sportal_news

Poco prima di partire per il ritiro azzurro pre-Europei, l’estremo difensore ha rilasciato un’intervista a L’Unità raccontandosi a 360°, affrontando questioni di campo ed extracalcistiche. Tra le prime domande, non poteva mancare il riferimento alle accuse di apologia del fascismo. Buffon spiega così: «La maglia ‘Boia chi molla’? Avevo 18 anni, l’avevo vista scritta su un banco del collegio e quel motto mi piaceva, non sapevo fosse fascista. La maglia numero 88 la scelsi perché non potevo prendere la 00, ma volevo mettere in mostra di avere gli attributi. Solo dopo, informato dalla comunità ebraica, scoprii che era un riferimento a ‘Heil Hitler’ e cambiai numero».
Dopo quelle due polemiche giovanili, nel 2015 Buffon attirò parecchie critiche quando ricordò l’anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi: «Lui, come Morosini, morì con coraggio facendo il proprio lavoro. E fu premiato alla memoria da Ciampi, un uomo non proprio di destra». A proposito di statisti, il capitano azzurro si è espresso così: «Ho apprezzato Ciampi e Napolitano perché hanno sempre fatto leva sul patriottismo sano, quello che non può essere sfoderato solo ai Mondiali o alle Olimpiadi. Poi, anni dopo, appoggiai Monti perché pensavo che in quel momento fosse l’uomo giusto per le sorti del paese».
Oggi Buffon è un convinto sostenitore di Matteo Renzi: «Potrà sbagliare, ma fa le cose con coraggio: mi piace la sua energia, il suo entusiasmo. L’Italia ha bisogno di leader coraggiosi e mi piacciono molto le sue riforme costituzionali. Ci permetterebbero di superare lo stallo del bicameralismo perfetto, che esiste solo da noi, e anche di avere una maggiore stabilità politica. Spero che al referendum la gente vada a votare informata e non accecata dalla demagogia o corrotta dal voto di scambio».
Buffon ha poi raccontato tanti aneddoti della propria carriera: «Da giovane ero un pazzo, senza regole, ma la vita e il tempo per fortuna mi hanno fatto cambiare. Sono diventato un uomo sempre più maturo e ho fatto la scelta di scendere in B con la Juve dopo calciopoli per dimostrare che l’attaccamento alla maglia e ai tifosi non sono solo slogan da interviste post-partita. Sono stati anni di purgatorio ma poi nelle ultime cinque stagioni mi sono tolto soddisfazioni impagabili. Baggio, Pirlo, Totti e Del Piero sono stati gli italiani più forti con cui ho giocato. Il miracolo su Balotelli nell’ultima sfida col Milan? Sono stato bravo e ho avuto anche un po’ di culo. Non so se sono il miglior portiere della storia del calcio, sarà il tempo a dirlo, per dare certi giudizi serve una certa distanza. So solo che ho avuto una gran bella carriera».

Milan-Juve 0-1: i rossoneri lottano ma Morata entra e segna: la Coppa è bianconera: 1-0

La Coppa Italia va alla Juventus, battuto il Milan (0-1) dopo i tempi supplementari. Decisivo un gol di Morata, entrato in campo da appena due minuti, all’inizio del secondo extra-time. Il Milan esce a testa alta dal confronto contro i campioni d’Italia che, per la prima volta nella storia, centrano l’accoppiata scudetto-Coppa per due anni consecutivi.

Milan - Juventus

Il verdetto è molto pesante per i rossoneri, ma la squadra di Brocchi, pur giocando bene (meglio della Juve), mai ha concluso con efficacia verso la porta di Neto. Tanto gioco, tante buone azioni ma zero tiri realmente pericolosi. La Juventus, come detto, non ha brillato, è mancata soprattutto a centrocampo ma alla prima (e forse unica..) occasione della finale ha colpito in maniera letale con Morata, probabilmente al suo regalo d’addio. Sale così a 11 il numero delle coppe vinte dal club torinese che, con il successo dell’Olimpico, consente al Sassuolo di partecipare ai preliminari di Europa League. Il Milan resta fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo, ma paga soprattutto gli errori commessi nei mesi passati non quelli di ieri sera.

Riccardo Montolivo e Cristina De Pin sono diventati genitori: “È nata Miriam”

Dopo quasi 2 anni di matrimonio (festeggeranno il 22 maggio), Riccardo Montolivo e sua moglie Cristina De Pin sono diventati genitori. La loro bimba si chiama Miriam ed è venuta al mondo nella notte tra mercoledi e giovedi: pesa circa 3 chili e le sue condizioni di salute sono ottime.

Riccardo-Montolivo-e-Cristina-De-Pin-3-500x400 (1)

A dare l’annuncio è stato il Milan su Twitter, società che possiede il cartellino del centrocampista della Nazionale italiana di calcio: “E’ nata Miriam Montolivo! Congratulazioni a mamma Cristina e papà”.
I due sono molto innamorati e una figlia rafforzerà ancora di più il loro rapporto: come annunciato diverse volte dalla coppia, non hanno intenzione di fermarsi a una figlia. Vorrebbero una famiglia molto numerosa.