Paolo Bonolis, partitella in spiaggia con il figlio

Qualche giorno di svago all’Argentario per la famiglia Bonolis al gran completo. Paolo, libero dagli impegni televisivi, si dedica alla moglie e ai figli ed è proprio con Davide, 12, anni che improvvisa una partita a pallone in riva al mare. A torso nudo il presentatore, grande appassionato di calcio, dimostra di saperci fare tra scatti e palleggi…

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Innamorato da quindici anni di Sonia Bruganelli, Paolo confessa al Settimanale Nuovo che la famiglia è la sua forza, la sua serenità. Ed è proprio per questo che desidera trascorrere più tempo possibile con la moglie e i loro figli Silvia, Davide, e Adele. Sul settimanale le immagini di una giornata di svago in spiaggia in Toscana. In pantaloni corti e occhiali da sole il mattatore di Mediaset mette a nudo le sue doto fisiche durante una partitella a calcio con Davide e un gruppo di ragazzini. Poi una pausa pranzo al ristorante con Sonia e degli amici e di nuovo a giocare.
Carico per affrontare nuovi progetti televisivi a partire dalla prossima stagione, alla domande quale sia il vero senso della sua vita, Bonolis risponde: “Sono i miei cinque figli. Il senso della vita quando ero più giovane era la mia carriera. Da bambino invece era la scoperta, quando sarò più vecchio sarà relazionarmi con la fine. Insomma il senso della vita cambia sempre”.

Flavio Insinna dona il suo motoscafo di 15 metri a Medici Senza Frontiere “per aiutare i migranti”

Flavio Insinna ha donato la sua barca a Medici Senza Frontiere. L’attore e attuale conduttore televisivo di ‘Affari Tuoi’ su Rai1, ha donato ‘Roxana’, la sua imbarcazione veloce di 14,80 metri, all’organizzazione medico-umanitaria, a supporto delle attività di soccorso e assistenza in mare lungo le rotte della migrazione verso il continente europeo.

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“Siamo molto grati a Flavio Insinna per questo gesto di grande generosità e per aver voluto sostenere la nostra azione lungo le rotte della migrazione. Stiamo valutando con i nostri centri operativi come impiegare questa importante donazione a supporto delle attività medico-umanitarie di MSF in mare, dove ancora oggi migliaia di persone in fuga da conflitti e povertà continuano a rischiare – e purtroppo a perdere – la loro vita per trovare sicurezza in Europa” ha detto Gabriele Eminente, direttore generale di MSF.

Rocky, il cane rubato dai rom che torna a casa dopo tre anni percorrendo 600 chilometri

Poteva essere un film la storia di Rocky, il pastore tedesco che torna a casa dopo tre anni percorrendo 600 chilometri lungo l’Italia. Poteva essere un film, ma invece è molto di più, è una storia vera che alla “Vita in Diretta” su Rai Uno ha commosso tutti.
Rocky, cinque anni è tornato a casa tre anni dopo che era stato rubato da alcuni Rom a Salerno. Ha risalito la penisola, 600 chilometri dal Cilento alla Toscana, fino a Pisa, lì ha poi avuto uno strappo fino a Carrara, dove vive il suo padrone.

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E così è tornato a casa, dopo tre anni in cui ormai si erano perse tutte le speranze. Già, è una storia vera. Incredibile e commovente, come solo le storie vere sanno essere. Rocky era stato portato ancora cucciolo in un canile di Carrara, dove era stato poi adottato da un siriano, Ibrahim Fwal, che da anni vive nella città toscana, perfettamente integrato. I due formano subito una coppia affiatata. Come tutti i trovatelli, Rocky si dimostra subito molto affettuoso e si affeziona rapidamente al padrone, che lo tratta ormai quasi come un figlio. Facevano tutto assieme, andavano anche al mare. Ed è lì che Rocky, a due anni, scomparirà. “Quando sono tornato sulla spiaggia, alcune persone mi hanno riferito di aver visto degli zingari portarselo via. Da allora non mi sono dato pace: l’ho cercato dovunque, ho girato tutti i canili della zona ma di Rocky nessuna traccia“. Non serviranno a nulla i cartelli e le ricerche. Rocky scompare. E’ un fenomeno in crescita, quello del furto di cani da parte dei Rom. Spesso li prendono cuccioli, per usarli come ulteriore elemento di richiesta di elemosine.

Cosa gli sia accaduto, in questi tre anni, solo il cane può saperlo. Forse è fuggito dai Rom, forse loro lo hanno abbandonato. Qualche tempo dopo, viene adottato da una famiglia di Salerno. Ma Rocky è irrequieto. Prova a fuggire un paio di volte e la sua nuova famiglia, preoccupata, gli mette un collare con tanto di indirizzo e numero di telefono, in modo da poterlo più facilmente trovare in caso di nuova fuga. Ma Rocky ci prova spesso. L’ultima volta, quella decisiva, due mesi fa. E’ quella “buona”. Rocky punta al Nord. Salerno dista da Carrara 700 chilometri e Rocky ha lo svantaggio di non aver studiato geografia. Ma il suo istinto ed il suo cuore sanno dove puntare. In neanche sessanta giorni, batte seicento chilometri, ammesso che abbia compiuto un tragitto rettilineo e senza contare le deviazioni lungo il persorso, che sicuramente ci sono state. E le pause per nutrirsi, per riposarsi.

Riesce finalmente ad arrivare a Pisa. Mancano ancora cento chilometri buoni a Carrara. Ha i polpastrelli ridotti ad un sottile strato di pelle sanguinante. E’ malnutrito, stanco. A Pisa, il suo viaggio rischia di interrompersi. Qualcuno lo ha notato, infatti. Ed ha notato il suo collare. Leggono l’indirizzo, Salerno, ed il numero di telefono. Chiamano in Campania. “Sì, è il nostro cane”. Rocky “rischia” di tornare alla sua seconda famiglia, vede vanificare il suo immane sforzo. Poi, la svolta. Qualcuno, nota un tatuaggio strano di Rocky. E’ un indizio. Risale a quando era un cucciolo. E lo abbina ad un siriano di Carrara, che viene supposto per la prima volta sia il suo legittimo proprietario. Lo rintracciano, lui è incredulo. Gli ultimi cento chilometri, da Pisa a Carrara, li fa in auto. Seicento chilometri su settecento possono bastare come prova d’amore per Ibrahim. Ci può stare uno strappo.

E’ raggiante il suo padrone: «Non ci credevo, non ci potevo credere! Quando me l’hanno portato a casa era in macchina e da dentro ha sentito la mia voce ed ha iniziato a fare il diavolo a quattro!» Rocky è tornato a casa.

Laura Torrisi e Leonardo Pieraccioni, dedica dolcissima

“Be happy” cinguetta in bikini guardando il mare. Fisico perfetto, curve da capogiro, sorriso smagliante, Laura Torrisi è in vacanza con la piccola Martina e, a sorpresa, c’è Leonardo Pieraccioni. Dopo i giorni di relax a Ventotene dove il regista stava girando le scene del suo nuovo film “Il professor Cenerentolo”, riecco la famiglia unita e felice al mare. Solo per il bene di Martina?

C_4_foto_1368073_image“E poi arriva il suo principe azzurro e l’infinito non fa più così tanta paura #Marty #leo #daughter #father#instaphoto #truelove #summer2015” cinguetta l’attrice commentando una dolce foto che ritrae la figlia insieme a papà Pieraccioni mentre osservano il mare. Laura e Leonardo hanno affrontato la separazione con grande responsabilità e amore nei confronti della loro bambina ritagliandosi momenti insieme da dedicare alla felicità di Martina. Qualcuno dice anche che tra i due ci sia in corso un riavvicinamento. Tant’è che la Torrisi posta un’altra foto e scrive: “pic by Leo”. Chissà che il fotografo speciale di Laura posso riservare un finale romantico e inaspettato alla loro storia… Come ha scritto un follower: “Non vorrei impicciarmi dei fatti altrui e mai mi permetterei di fare domande indiscrete… eh, non mi permetto di fare illazioni, ma almeno il tifo sì!”.

Sigarette in spiaggia, torna la campagna di Marevivo: Fede Pellegrini testimonial

Il fumo nuoce gravemente alla salute e le cicche devastano l’ambiente. Gettate a terra, restano lì per ben 5 anni. Si fa prima (e meglio) a gettarle nel posacenere.
E’ questo il messaggio della campagna “Ma il mare non vale una cicca?” promossa da Marevivo per i prossimi 1 e 2 agosto con l’obiettivo di proteggere il mare dall’abbandono dei mozziconi di sigaretta.

federica-pellegriniPer l’occasione saranno distribuiti da ben mille volontari circa 120.000 posacenere su oltre 450 spiagge italiane, 32 ad esempio nel Lazio e altrettante in Toscana, 40 in Liguria e 29 in Veneto, 41 in Calabria, 49 in Puglia e 84 in Sicilia, comprese le Aree Marine Protette. I posacenere sono tascabili, lavabili e ovviamente riutilizzabili. In due giorni, secondo le stime, sarà possibile evitare che venga gettata a terra una fila di mozziconi che, percorrendo la dorsale adriatica, lega il Veneto all’Abruzzo, lunga oltre 550 km.
Numeri impressionanti che riflettono però perfettamente la realtà: ogni posacenere può contenere fino a sei mozziconi quindi, se i 120mila in distribuzione verranno utilizzati mediamente due volte al giorno, faranno risparmiare in tutto 1.440.000 mozziconi al giorno. Ben 2,8 milioni in due giorni. La campagna quindi, giunta alla sua settima edizione, negli anni ha tolto dalle onde qualcosa come 20 milioni di cicche.
Considerando i tempi per smaltirle, starebbero ancora tutte lì, tra i bagnanti. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Marevivo in collaborazione con JTI (Japan Tobacco International) e con il supporto del Sindacato Italiano Balneari e del Corpo delle Capitanerie di Porto e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Testimonial di quest’anno è la campionessa del nuoto, Federica Pellegrini: «Basta un semplice gesto – ha sottolineato l’atleta – per risparmiare al mare anni di inquinamento e proteggere anche delfini, tartarughe e tutte le creature degli oceani».

Disperso in mare per due mesi: sopravvive con pesce crudo e acqua piovana

Era uscito con la sua barca il 23 gennaio scorso e da allora non aveva più fatto ritorno. È a lieto fine l’avventura di Louis Jordan, 37enne del Sud Carolina, disperso per 66 giorni in mezzo al mare.

20150403_94633_salvato_mare.11È stata un’imbarcazione tedesca ad avvertire le autorità portuali di Portsmouth, in Nord Carolina, della presenza di un uomo in barca a vela a circa 200 chilometri a est di Cape Hatteras.
Jordan è stato recuperato in elicottero e trasportato immediatamente in un ospedale della Virginia. L’uomo ha raccontato … <<<continua>>>