Europei 2016, oltre 1,2 milioni di messaggi sui social: Chiellini, Buffon e Bonucci i più clicca

Il campionato europeo di calcio 2016 sta generando un passaparola online non indifferente. Blogmeter, società di consulenza specializzata in social media intelligence, ha focalizzato l’attenzione sulle prime tre partite giocate dall’Italia, individuando i contenuti più performanti, gli hashtag più utilizzati e i tre giocatori più coinvolgenti sui social media.

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Durante questa prima fase degli Europei di calcio 2016, in cui l’Italia si è aggiudicata un posto negli ottavi di finale, Blogmeter ha registrato sui social media un passaparola di 1,2 milioni di messaggi in lingua italiana – la maggior parte dei quali provenienti da Twitter (64,5%) e pubblicati da ben 432 mila utenti – pari a oltre 21 milioni di interazioni. Tra gli autori più coinvolgenti troviamo in pole position la pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio che è risultata particolarmente attiva durante la prima partita e generando un totale di oltre 6,5 milioni di interazioni.

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Entrando nel dettaglio delle partite, è risultato che in generale la partita più acclamata sui social è stata la prima Belgio-Italia con 5,1 milioni di interazioni realizzate nella sola giornata del 13 giugno con un picco di messaggi in occasione del secondo goal. L’engagement rimane stabile (5 milioni) anche durante la seconda partita, Italia-Svezia, nonostante il numero di messaggi cali del 10%. Si passa infine a 2,1 milioni di interazioni per la terza partita Italia-Irlanda, e a una riduzione del 50% del numero totale di messaggi, complici sia la sconfitta ma soprattutto la già nota qualificazione degli azzurri agli ottavi di finale.

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Tra gli hashtag più citati, oltre a quello ufficiale #Euro2016 presente in ben 487 mila messaggi, troviamo tutti gli hashtag relativi alle partite e alle nazionali (#ITA è al secondo posto con 137,7 mila citazioni) e #VivoAzzurro, hashtag ufficiale della Nazionale Italiana di Calcio (26 mila). Presenti anche i branded hashtag #TifiamoInsieme di Coca Cola, official partner di Uefa Champions League, SkyEuroPeople hashtag ufficiale di Sky Sport per seguire l’evento sui social e #RaiDireEuropei, il programma di Rai che ospita tutte le partita degli Europei.
Nella rosa dei giocatori scelti da Mister Conte per questa edizione degli europei, il più coinvolgente tra tutti si rivela il capitano: Gianluigi Buffon riesce a collezionare 2,6 milioni di interazioni, pubblicando sul suo profilo Instagram il post più ingaggiante della seconda partita. Sul podio anche i suoi compagni di squadra Bonucci con 2,1 milioni di interazioni e Giorgio Chiellini (1,3 milioni di interazioni) grazie in particolare al tifo social che entrambi hanno ricevuto da parte della Juventus su Instagram.

Gigi Buffon per il sì al referendum: “Renzi mi piace, le sue riforme sono coraggiose”

«Io un uomo di destra? Credo in valori come la lealtà, l’altruismo, il coraggio, il merito, la giustizia e il patriottismo. Ma non mi considero di destra. E quei due casi, avvenuti a inizio carriera, sono stati semplici gaffe: non sapevo nulla della loro valenza politica».
Gianluigi Buffon, oggi, ha 38 anni e ancora tanta voglia di giocare e vincere. Alla sua età, è ancora tra i primi portieri al mondo e sogna nuovi trofei con la Juventus e con la nazionale.

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Poco prima di partire per il ritiro azzurro pre-Europei, l’estremo difensore ha rilasciato un’intervista a L’Unità raccontandosi a 360°, affrontando questioni di campo ed extracalcistiche. Tra le prime domande, non poteva mancare il riferimento alle accuse di apologia del fascismo. Buffon spiega così: «La maglia ‘Boia chi molla’? Avevo 18 anni, l’avevo vista scritta su un banco del collegio e quel motto mi piaceva, non sapevo fosse fascista. La maglia numero 88 la scelsi perché non potevo prendere la 00, ma volevo mettere in mostra di avere gli attributi. Solo dopo, informato dalla comunità ebraica, scoprii che era un riferimento a ‘Heil Hitler’ e cambiai numero».
Dopo quelle due polemiche giovanili, nel 2015 Buffon attirò parecchie critiche quando ricordò l’anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi: «Lui, come Morosini, morì con coraggio facendo il proprio lavoro. E fu premiato alla memoria da Ciampi, un uomo non proprio di destra». A proposito di statisti, il capitano azzurro si è espresso così: «Ho apprezzato Ciampi e Napolitano perché hanno sempre fatto leva sul patriottismo sano, quello che non può essere sfoderato solo ai Mondiali o alle Olimpiadi. Poi, anni dopo, appoggiai Monti perché pensavo che in quel momento fosse l’uomo giusto per le sorti del paese».
Oggi Buffon è un convinto sostenitore di Matteo Renzi: «Potrà sbagliare, ma fa le cose con coraggio: mi piace la sua energia, il suo entusiasmo. L’Italia ha bisogno di leader coraggiosi e mi piacciono molto le sue riforme costituzionali. Ci permetterebbero di superare lo stallo del bicameralismo perfetto, che esiste solo da noi, e anche di avere una maggiore stabilità politica. Spero che al referendum la gente vada a votare informata e non accecata dalla demagogia o corrotta dal voto di scambio».
Buffon ha poi raccontato tanti aneddoti della propria carriera: «Da giovane ero un pazzo, senza regole, ma la vita e il tempo per fortuna mi hanno fatto cambiare. Sono diventato un uomo sempre più maturo e ho fatto la scelta di scendere in B con la Juve dopo calciopoli per dimostrare che l’attaccamento alla maglia e ai tifosi non sono solo slogan da interviste post-partita. Sono stati anni di purgatorio ma poi nelle ultime cinque stagioni mi sono tolto soddisfazioni impagabili. Baggio, Pirlo, Totti e Del Piero sono stati gli italiani più forti con cui ho giocato. Il miracolo su Balotelli nell’ultima sfida col Milan? Sono stato bravo e ho avuto anche un po’ di culo. Non so se sono il miglior portiere della storia del calcio, sarà il tempo a dirlo, per dare certi giudizi serve una certa distanza. So solo che ho avuto una gran bella carriera».

Juve, Dani Alves a un passo. Mascherano si complica: chiesti 25 milioni

Juve-Dani Alves, ci siamo. Oggi comincia la settimana che dovrà portare a Torino l’esterno brasiliano. La clausola di rescissione per sottrarlo al Barcellona a costo zero va infatti esercitata entro domenica.
Per Alves è pronto un biennale da 5 milioni, con opzione per un altro anno. Corre veloce anche la trattativa per Berardi, a maggior ragione se il Sassuolo accetterà come parziale contropartita tecnica Caprari e Lapadula, sui quali però è piombato anche il Genoa.

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La corsia destra sembra dunque sistemata, a meno che Lichtsteiner dovesse chiedere la cessione: nel caso, la Juve si fionderà sull’argentino Ansaldi, inseguito anche dall’Inter.
Più complesse le strategie a centrocampo. E’ in salita l’operzione-Mascherano, valutato non meno di 25 milioni dai blaugrana, che fra l’altro gli riconoscono un ingaggio (7 milioni) fuori portata per i bianconeri. Peserà la volontà dell’argentino, che per tornare a giocare a centrocampo potrebbe rinunciare a qualche milione. Non è semplice nemmeno la trattativa per André Gomes, almeno finché il Valencia continuerà a chiedere circa 50 milioni, una cifra che non ha scoraggiato lo United, attualmente in pole position.
A proposito, c’è mezza Premier sulla meglio gioventù bianconera. Secondo il Sun, Mourinho ha chiesto l’acquisto di Pogba allo stesso United, mentre Arsenal e Chelsea contendono Morata al Psg e su Zaza sono piombati West Ham e Southampton. Vincono e convincono anche i giovani della Primavera bianconera che grazie alla doppietta di Favilli e alle reti di Pozzebon e Cassata hanno superato (4-2) l’Empoli e in semifinale scudetto sfideranno i cugini del Toro, campioni in carica, vittoriosi 1-0 sull’Atalanta.

Milan-Juve 0-1: i rossoneri lottano ma Morata entra e segna: la Coppa è bianconera: 1-0

La Coppa Italia va alla Juventus, battuto il Milan (0-1) dopo i tempi supplementari. Decisivo un gol di Morata, entrato in campo da appena due minuti, all’inizio del secondo extra-time. Il Milan esce a testa alta dal confronto contro i campioni d’Italia che, per la prima volta nella storia, centrano l’accoppiata scudetto-Coppa per due anni consecutivi.

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Il verdetto è molto pesante per i rossoneri, ma la squadra di Brocchi, pur giocando bene (meglio della Juve), mai ha concluso con efficacia verso la porta di Neto. Tanto gioco, tante buone azioni ma zero tiri realmente pericolosi. La Juventus, come detto, non ha brillato, è mancata soprattutto a centrocampo ma alla prima (e forse unica..) occasione della finale ha colpito in maniera letale con Morata, probabilmente al suo regalo d’addio. Sale così a 11 il numero delle coppe vinte dal club torinese che, con il successo dell’Olimpico, consente al Sassuolo di partecipare ai preliminari di Europa League. Il Milan resta fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo, ma paga soprattutto gli errori commessi nei mesi passati non quelli di ieri sera.

Genoa, Perin fa crack: rottura del collaterale. Stagione finita e addio Europei con l’Italia

Tegola per il Genoa e per la Nazionale italiana: il portiere Mattia Perin si è rotto il legamento crociato anteriore con interessamento meniscale esterno del ginocchio destro. Per lui campionato finito e addio ai prossimi Europei di calcio. Sono dunque risultate più gravi del previsto le conseguenze dello scontro di gioco con il compagno di squadra Munoz accaduto sabato scorso nel primo tempo della sfida con il Sassuolo.

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È possibile uno stop di sei mesi. Perin, ha annunciato il Genoa, sarà operato domani presso la clinica villa Stuart a Roma dal professor Mariani.
Un’uscita su un cross pericoloso, di quelle che i portieri fanno senza pensarci troppo, andata in scena al 25′ del primo tempo nell’anticipo di sabato scorso contro il Sassuolo, è la causa del grave infortunio, sul momento sottovalutato, che costerà gli Europei a Mattia Perin. Nell’uscita, infatti, Mattia Perin si è scontrato con il compagno Munoz ed è rimasto dolorante a terra, si è poi ripreso e ha continuato la partita, sfoderando nel secondo tempo alcune parate di altissimo livello che hanno permesso al Genoa di uscire vincitore dal Mapei stadium. Ma, lo scontro con Munoz, ha avuto sul ginocchio destro del portiere di Latina effetti devastanti: rottura del legamento crociato. Per Mattia Perin è il secondo grave problema fisico in due anni. La scorsa stagione il portiere del Genoa si era infatti infortunato alla spalla a marzo durante la sfida contro la Juventus. Rimase fermo un mese, tornò in campo ma poi decise di farsi operare alla fine del campionato. Così il 6 giugno del 2015, Perin si è sottoposto alla riparazione del tendine sovraspinato della spalla destra, rientrando solo a metà ottobre, ma risultando poi protagonista con le sue parate che hanno contribuito alla salvezza del Genoa.

Sanremo, finale col botto: 11 milioni di spettatori e 52% di share. Boom di post su Twitter

Nonostante la concorrenza del big match tra Juventus e Napoli, si è chiusa con il botto la finale di Sanremo. Il Conti bis è stato seguito da una media di 11.223.000 telespettatori con il 52,52% di share. In una serata caratterizzata dalla presenza nel prime time, sulle pay tv, dello scontro al vertice della classifica di serie A.

66mo Festival della Canzone Italiana, la serata finale

Il festival ha registrato una leggera flessione rispetto allo scorso anno, perdendo circa 600.000 telespettatorii e quasi 2 punti di share. L’anno scorso infatti la media d’ascolto della finale del primo festivall targato Carlo Conti ottenne 11.843.000 telespettatori con il 54,21% di share. Nel 2014 l’ascolto della quinta serata fu invece di 9.347.000 telespettatori con il 43,51%. E nel 2013 di 12.997.000 telespettatori con il 53,80%.

BOOM SU TWITTER. Sono stati 603.500 i tweet pubblicati ieri sera, nel corso della serata finale del Festival di Sanremo, da 71.500 autori unici per un’audience complessiva di 440.200 persone con 48 milioni di impression. Lo riferisce Nielsen spiegando che in termini di «composizione demografica delle audience su Twitter, i dati di ieri sono in linea con quelli delle precedenti giornate»: il 55% delle persone erano uomini e il 60% under 34. Inoltre, spiega Nielsen, nelle cinque giornate della gara sono stati postati 2,7 milioni di tweet in Italia relativi al Festival, visualizzati complessivamente 230 milioni di volte. In termini di tweet, ieri sera il minuto di picco si è registrato alle 00:53 con 4.394 tweet postati da 3.343 autori al momento dell’annuncio della classifica provvisoria e dei tre concorrenti che si sarebbero contesi la vittoria. L’hashtag #sanremo2016 è stato citato in 415.810 tweet, dato in crescita del 35% rispetto alla finale 2015 (il confronto è con l’hashtag #sanremo2015). Il numero di tweet è in linea con quelli registrati durante la finale del 2015 (-1%), mentre sono in crescita le impression generate (+8%). L’altro grande evento mediatico di ieri sera, ovvero Juventus-Napoli, ha totalizzato su Twitter quasi 100.000 commenti postati da 27.000 autori. La finale del Festival ed il match scudetto giocato a Torino hanno generato insieme il 92% della Social TV (in termini di numero di tweet) monitorata nella giornata di ieri da Nielsen in Italia.