Gabbani su Fb: “Ora basta con questo Occidentali’s Karma…”, poi però

La sua vita è cambiata. “Io sono ancora incredulo… devo ancora riuscire a realizzare questa magnifica ondata di calore da parte vostra!”. Così Francesco Gabbani, vincitore di

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Sanremo con ‘Occidentali’s Karma’, in un video postato su Facebook.
“Grazie, grazie e ancora grazie!” dice Gabbani che con il suo brano è in testa alla classifica dei singoli stilata da Fimi-Gfk.

Checco Zalone e Stefano Bollani insieme: lo show emoziona i fan

Sta facendo emozionare i fan lo show a quattro mani al pianoforte di Checco Zalone e Stefano Bollani.

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I due si sono riuniti a cena e hanno dato vita a uno spettacolo insolito, raccontato in un questo video postato su Facebook e su YouTube dal regista e sceneggiatore Alessandro Piva.
“Metti 3 brutti ceffi insieme una sera a cena – scrive Piva nella didascalia – Metti che c’è buona compagnia, un signor pianoforte, vino rosso e cicorie con le fave. Metti che due di loro fanno partire la serata a suon di note, mentre il terzo accende la cinepresa”.

Gianluca Vacchi contro Maurizio Crozza: “Non vivo di rendita e tu non fai vita francescana…”

“Fare la parodia su di me è diventato uno sport nazionale”. A Gianluca Vacchi non è piaciuta l’imitazione che gli ha fatto Maurizio Crozza durante la trasmissione “Crozza nel Paese delle Meraviglie” e ha risposto con un lungo video su Facebook dal titolo: “A proposito di figantropia: tira piu’ un pelo di satira di un carro di buoi”: “A proposito di figantropia – ha spiegato – tira più un pelo di satira di un carro di buoi. Sembra quasi che l’unico fine della ricchezza sia la filantropia, io non credo che sia il caso di fare del moralismo gratuito, soprattutto da parte di chi non è noto per aver avuto una vita francescana“.

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Poi ha parlato del comico: “L’unica esperienza che ho avuto con Crozza è stata quando l’abbiamo ingaggiato all’IMA per intrattenere i nostri ospiti, per l’alto compenso ricevuto non c’è stato detto di bonificarlo ad un conto corrente di una Onlus o di un’associazione di beneficenza. Parlare della filantropia altrui è dunque una cosa inutile”.
L’imitazione conta diversi errori e lui non vive di rendita: “Io non vivo di rendita oggi, io vivo dei proventi che la mia condizione di azionista mi consente di avere, sostenendo il rischio di essere azionista. Ho fatto investimenti in dodici settori diversi. Questi investimenti mi hanno consentito di pagare i debiti dell’IMA, che prima era un 20% di quello che è oggi. E’ corretto che ci sia la satira, ma a patto che si basi su aspetti reali.”

“Colpa delle stelle”, dopo Dalton Prager adesso è morta anche la moglie Katie

Se ne è andata anche lei, Katie Prager. Suo marito, Dalton, 25 anni, era morto sabato a causa di una malattia, la fibrosi cistica, di cui soffriva da anni. A cinque giorni di distanza è scomparsa anche lei, affetta dalla stessa patologia. Un tragico e beffardo destino lega questa coppia di giovani che hanno ispirato il romanzo “Colpa delle stelle” di John Green, dal quale è stato tratto anche un film di successo.

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Katie è morta ieri in un ospedale del Kentucky, la malattia, una patologia genetica incurabile che causa danni irreversibili ai polmoni, non ha risparmiato nemmeno lei. Pochi giorni prima della morte del marito la giovane donna aveva rilasciato un’intervista alla Cnn in cui esprimeva tutta la sua speranza di poter passare anche solo un giorno in più con suo marito. L’ineluttabile destino ha spazzato via tutte le speranze.
La coppia si era conosciuta su Facebook quando avevano entrambi poco più di 18 anni. A 20 si erano sposati e a nulla erano valsi i moniti e le raccomandazioni dei medici ad evitare contatti e rapporti per non peggiorare la loro conduzione di salute, già molto compromessa, attraverso il passaggio di batteri. La loro malattia comune Katie e Dalton avevano voluto combatterla insieme, ad armi pari, combatterla non per sconfiggerla, ma per affrontarla con la forza del loro amore. L’ultima volta che si erano potuti incontrare fisicamente era stata a luglio. Avevano festeggiato il loro quinto anniversario. Insieme avevano aperto una pagina Facebook dove tenersi in costante contatto e postare aggiornamenti. Avrebbero voluto rivedersi almeno una volta prima di morire… non ce l’hanno fatta. Colpa delle stelle.

Posta la foto del primo giorno di scuola della figlia, l’immagine commuove il web

Due foto messe una vicino all’altra che dicono molto più di quanto ogni parola possa raccontare. Un’immagine straziante quella pubblicata da una mamma inglese su Facebook, Julie Apicella. La donna ha pubblicato la foto del 7 settmbre 2015, quella in cui la sua bimba malata di cancro iniziava la scuola, poi la foto del 7 settembre 2016, in cui la bimba non c’è più, perché ha perso la sua lotta contro la malattia.

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«Immaginate se il vostro primo giorno di scuola di quest’anno fosse L’ULTIMO che potrete mai fotografare», scrive la mamma nel lungo post. La piccola Emily è morta il 14 Dicembre 2015, all’età di 8 anni. Gli ultimi tre anni della sua vita li ha passati a combattere contro il tumore di Wilms, un cancro ai reni. Chemio, radiazioni, nessuna cura è stata sufficiente per sconfiggere il cancro e a 9 mesi dalla morte della sua bambina la donna ha voluto condividere il dolore in rete.
L’intento della mamma è di sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro e ha invitato i suoi contatti a cambiare la foto profilo, mettendone una con un nastro dorato. Il cancro è molto più comune di quanto si creda anche nei bambini di giovane età, sottolinea la donna, è sempre importante la prevenzione.

Uccide un alligatore e posta le foto su Fb: “L’ho fatto per divertirmi”

Uccide un alligatore e si vanta sul web, infermiera viene travolta dalle polemiche. Tiffany Wienke, infermiera di Vicksburg nel Mississippi ha ammazzato un alligatore, che si ritiene essere il più grande mai ucciso nello stato americano, ammettendo di averlo fatto solo per divertimento.

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«L’ho fatto per sentire l’adrenalina», ha confessato come riporta il Sun e ha poi postato le foto dell’animale sul suo profilo Facebook. «Quando capisci che puoi controllare qualcosa di così grande dopo essere stati in balia di esso, ti senti davvero forte», ha proseguito confidando che ha intenzione di conservare la testa dell’animale in casa dove l’appenderà su una parete.
Tiffany ha raccontato di aver notato l’animale nuotare in prossimità della sua barca e di aver iniziato la caccia: «È stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta». Il Missisipi è uno dei pochi stati degli Usa che consente la caccia all’alligatore, ma ovviamente la storia non è piaciuta alle associazioni animaliste che hanno condannato l’infermiera.